GianFranco 的个人资料(¯`·._) Il mio plastico ...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


9月24日

Si ricomincia

Ed è giunto il momento di ricominciare a comunicare tutte le novità e le notizie utili che compongono il mondo ferroviario realee modellistico. Non pensiate però che in questa lunga assenza la redazione del Ilmioplastico/Nonsolotrenini abbia bighellonato o non abbia pensato ai suoi lettori; tutt'altro!!! Le vacanze in Alto Adige sono state proficue di interessanti visite e conoscenze ferroviarie. Vi posso assicurare che è tutto un altro mondo per serietà, puntualità e, soprattutto, pulizia dei treni.
E tanto per cominciare voglio farvi conoscere, in maniera riassuntiva e come intervento fuori tema ferroviario, due video che riassumono i posti dove sono stato.
Vi auguro un'ottima visione. Ciao, la redazione.
 
   
 
 
 
 
 
 
5月21日

Musica nuova sul blog......

Una bellissima novità da oggi sul blog, ovvero la colonna sonora che vi accompegnerà lungo il viaggio su interventi, servizi, curiosità etc etc, che è fornita direttamente da Trenitalia, ogni tanto qualche cosa buona la fà, con la neonata FsNews WebRadio con notizie, aggiornamenti e "ritardi", che non mancano mai, su tutta la rete italiana. In pratica l'alter ego di Isoradio per chi viaggia solitamente in macchina..........(contenti loro.......A bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta).
Un consiglio, se volete; siccome cambiando pagina, per entrare dentro una sezione, Msn leva anche la musica, vi consiglio di cliccare sul link desiderato con il tasto destro e poi su "Apri in una nuova scheda". In questo modo non perderete la musica ed il vostro "viaggio" sul blog continuerà in maniera rilassante.
Come vedete sembra che la redazione dorma, ma è tutto il contrario e con la bella stagione è facile che qualche giretto nei posti giusti me lo faccia.
Inoltre a breve troverete il secondo video del Nuovo Plastico di Tiglieto Valley con il completamento dell'impianto elettrico della stazione sotterranea (finito) e della rampa a livello 1 unitamente al tratto che porta alla stazione sotterranea stessa (entrambi in via di lavorazione)......e allora si che ne vedrete delle belle.
Ciao bella gente..........e continuate a seguirci Animoticon
GianFranco Abbraccio sinistro
5月11日

La Leopolda oggi.......

Al ritorno dal mio ultimo, per molti versi sciagurato, viaggio alla Leopolda di Firenze per le Giornate Fiorentine, tra le altre cose avevo segnalato l'assurda ipotesi che il Comune di Firenze rilevasse gli spazi per costruire un.....Teatro Civico!!!! Nel mio cuore, e in quello di molti fermodellisti e appassionati di ferrovie, si sperava che fosse un'ipotesi e tale rimanesse. Ma così non è stato purtroppo............
Ri cordo la prima volta che ci sono stato alle Giornate Fiorentine, circa nel 2004/2005 non ricordo bene,  e mi aveva stupito ed entusiasmato l"aria di treno" che si respirava. La Leopolda era il posto ideale per gli amanti del settore; dai rotabili storici esposti ai vari plastici e tutto il contorno fino alla Borsa Scambio e/o il criterium in H0. Ora sapere quello che è successo, mi piange veramente il cuore Mad. Ancora una volta l'Italia e la sua cultura ferroviaria, si sono comportate per quelle che sono............a voi completare la frase.
Da Trenitalia mi aspetto di tutto, ma dal Comune di Firenze, città acculturata per eccellenza, e quindi pronta ad accogliere QUALSIASI ATTIVITA' CULTURALE, un comportamento così becero e triste non me lo sarei mai aspettato. Perchè la morale della storia, detto da chi ci vive e chi ci ha pianto lacrime amare dopo tutto il lavoro fatto, parlo dei soci del GFMM, e le energie profuse nel costruire une splendida realtà, si potrebbe paragonare quanto accaduto al titolo di un film di Sergio Leone: PER QUALCHE DOLLARO (Euro) IN PIU'...che tristezza Arrabbiato
Eccovi due foto del prima e del......dopo.........
GianFranco
 
                                  Leopolda 2006  A bocca aperta                                        
 
   
 
                 Leopolda 2009   Triste
 
 
 
3月16日

La linea del Tgv sino a Ventimiglia (Im)

La Francia è intenzionata a realizzare la linea ad alta velocità per il Tgv tra Marsiglia e Ventimiglia entro il 2020. La decisione è diventata operativa nei giorni scorsi, per la metà di giugno è atteso un rapporto definitivo mentre entro il 30 giugno avrà luogo anche la scelta del tracciato.
La notizia è ufficialissima ed è stata diffusa da un comunicato stampa del ministro di Stato per l’ecologia, l’energia e i lavori pubblici Jean Louis Borloo, al termine di una riunione con gli eletti della Regione Provenza-Alpi marittime-Costa Azzurra.
La notizia è stata appresa con molta soddisfazione nell’estremo ponente ma anche con una preoccupazione. La soddisfazione: attualmente il Tgv impiega circa sei ore tra Ventimiglia e Parigi, metà delle quali servono però per andare sino a Marsiglia essendo il Tgv obbligato - in questo tratto - a viaggiare su un binario di tipo ottocentesco. Con la nuova linea, si potrà invece raggiungere Parigi in circa 4 ore, forse anche meno.
Ed ecco la preoccupazione: Ventimiglia sta riconvertendo a tappe forzate il suo parco-merci ferroviario. A questo punto una domanda si impone: farà davvero bene? Oppure l'immensa struttura ha ancora un ruolo da giocare?
Ma torniamo alle intenzioni del governo francese. Nel comunicato di cui si diceva, il ministro Borloo scrive che la nuova linea «è da considerare tra i progetti prioritari. Essa sarà parte integrante del tracciato ferroviario dell’arco mediterraneo Barcellona-Marsiglia-Genova e si inserirà nei duemila chilometri di linee a grande velocità di cui si doterà la Francia entro il 2020».

2月20日

Senza parole........

 
I vandali imbrattano ogni notte la stazione appena ripulita
 
«Siamo davvero sfiduciati. Perché vediamo tutti i nostri sforzi vanificati nel nulla. Eppure noi ci adoperiamo, con una pazienza certosina, per mantenere decorosa la stazione di Quinto. A qualcuno invece, basta pochissimo per mandare all'aria giorni di lavoro. Parliamo delle scritte sui muri, apparse durante la notte tra sabato e domenica. Ennesimo colpo basso, da parte di vandali, che “colpiscono” non soltanto noi, ma tutti quei passeggeri che ogni giorno stazionano sul binario uno. Una bravata, imperdonabile. Perché noi puliamo e loro sporcano. Perché i muri che noi avevamo pulito il giorno prima sono stati impiastricciati subito dopo». È lo sfogo amaro di Michele e Gianluigi i volontari del gruppo «Ferromodellistico Marcello Caroti» - l'associazione culturale presieduta da Mario Abrignani - che espone in stazione il plastico di Genova Quinto (visitabile ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 12). I volontari - che si sono impegnati con la società Trenitalia a tenere in ordine la stazione, dietro concessione gratuita del locale, dove è esposto il plastico - denunciano infatti che dopo aver ridipinto tutti i muri della piccola stazione, tempo 24 ore e i muri sono stati ancora una volta sporcati con scritte di vernice verde.
«Imbrattati forse rende di più l'idea - aggiungono -. Non hanno avuto neanche il buonsenso di far sparire la bomboletta spray utilizzata. L'abbiamo ritrovata insieme ad un flacone di metadone. E non è l'unico sfregio: hanno sporcato i vetri; i muri della sala attesa e i segnalamenti di fine banchina. Toccherà ora iniziare tutto. E spendere altri soldi, perché la pittura, così come il materiale di pulizia costa, e i soldi li tiriamo fuori noi. Fortuna che ci sono le offerte delle visite del plastico». E con tanto di calendario alla mano Michele - che non molla la stazione neanche un minuto - spiega dettagliatamente quali sono stati gli ultimi interventi: «il 2 febbraio insieme ad altri due volontari abbiamo pulito una parte dei muri del binario uno; il 4 febbraio abbiamo pitturato anche le porte dei servizi, mentre venerdì 13 abbiamo finito di ridipingere tutti i muri della facciata principale del binario uno, compresi i vetri. E per fare un vetro ci vogliono tre ore: serve frattino, diluente, paglietta e raschiello. I passeggeri sono contenti nel vedere la stazione in ordine, e anche noi. Ma poi quando accadono certe cose, viene meno la voglia e la rabbia sale». Resta poi l'interrogativo tra volontari e pendolari se le telecamere visibili sul binario sono funzionanti o meno: «tanto insomma da scoraggiare qualche testa calda» concludono Michele e Gianluigi.
 
Articolo apparso su: "Il giornale" del 19/02/2009 a firma di Stefania Antonetti.
 
Mi posso solo collegare al titolo.........sono veramente SENZA PAROLE, nonchè amareggiato, disgustato e sempre più intollerante verso questi vandali che si sentono realizzati solo deturpando beni altrui, con la scusa di chiamarla "arte" (mettela da parte..da bravi), a dimostrazione della pochezza del loro cervello e dell'inutilità della loro esistenza. Ma non vinceranno, perchè solo chi ha ideali può vincere. Anche in questo caso..............hanno perso loro!!! Perchè tutto rinascerà, perchè solo chi cade può rialzarsi!!! Chi è sprofondato rimane nella me...lma!!!
 
                        
 
 
 
 
12月27日

Il Madagascar in treno.........

Mi è stato segnalato dalla redazione, questo articolo di alcuni turisti che hanno visitato il Madagascar e ve lo riporto per vostra conoscenza.....chissà mai che qualcuno ci voglia andare; ma non dite poi che le nostre ferrovie sono malmesse!!!!!! (Tanto lo sappiamo già da tempo A bocca aperta)
 

MADAGASCAR: IL TRENO DELLA FORESTA       5 agosto 2000

Siamo in un bungalow a Manakara,a dieci passi da un Oceano Indiano che balla con le sue alte onde.Il nostro diario di questo viaggio stenta a tenere il passo delle emozioni che stiamo attraversando ma quello che ci è successo ieri dalle sei e mezza del pomeriggio non può aspettare,va descritto ora,con gli occhi ancora umidi.

Avevamo previsto per Sabato cinque Agosto un viaggio in treno fra Fianaratsoa e Manakara. Ma non un viaggio in treno,"il"viaggio del treno più leggendario della grande Isola Rossa! E' un treno vecchissimo,malmesso,a nafta,che taglia di netto una meravigliosa e incontaminata foresta pluviale, unico mezzo per raggiungere i villaggi della tribù dei Tanala; nè strade nè piste per arrivare a questi villaggi dimenticati dal tempo che passa. Questo treno doveva partire Sabato cinque Agosto alle sette del mattino da Fianaratsoa e arrivare a Manakara alle tre e mezza del pomeriggio;otto ore circa per centosessantatre chilometri. Ma la guida di Annese avvisava di un treno quantomai approssimativo per partenza e orario; unica cosa certa il tragitto. Di ritorno da Ambalavao (per una visita alla cartiera Antaimoro e per un tuffo nella vita del villaggio normalmente snobbato dalle colonne di jeep turistiche che passano di qua) passiamo per la stazione di Fianar per accertarci dell'orario del treno;veniamo a sapere che il convoglio partirà in serata, invece che la mattina successiva. Ma non si sa a che ora. Siamo colti alla sprovvista .Di corsa a liberare la camera dell'Hotel. Mandiamo John (l'autista che ci ha accompagnato per tutto l'altopiano da Tanà a qui)in stazione con una parte del bagaglio per prendere i posti ,perchè il convoglio è formato da una unica carrozza passeggeri e la stazione è già stipata di gente,perlopiù donne,di borse,sacchi e sacchetti,di galline legate alle zampe dal becco rassegnato,di secchi di uova,di giovani scalzi e malmessi e signore che si stringono i figli sotto ampie coperte,tutti con il viso segnato da una profonda pazienza e serenità. Sarà un assalto per accaparrarsi i pochi posti a sedere. Lo spettacolo è incredibile! Quanto siamo lontani dalle rotte turistiche,dai "pacchetti", dalle Agenzie; questo è vero Madagascar, è vita vera che rotola davanti ai nostri occhi, sulla pelle ruvida di emozione. Tutti i muri della stazione, sia all'interno che all'esterno,sono coperti di gente e di roba impacchettata. Il buio già impera da qualche ora, l'aria fredda sta iniziando ad arrotare la pelle del viso. Un doppio fanale centrale rompe il buio e precede di un attimo il frastuono della enorme locomotiva che si trascina fra mille scoppi e cigolii, coprendo in un attimo la musica reggae diffusa dalle gracchianti trombe della stazione. E' un improvviso e caotico assalto alle porte ancora chiuse della carrozza in movimento. Mi precipito anch'io zaino in spalla e riusciamo ad occupare un sedile di sinistra. Mandiamo John a fare i biglietti,mentre la carrozza inizia velocemente a stiparsi. C'è gente dappertutto, un tappeto umano srotolato a coprire ogni centimetro. Tutti rientrano in uno dei diciassette piccoli villaggi nei quali ci fermeremo; villaggi di palafitte per sconfiggere l'eterno umido della terra. Sembrerà di fermarsi in ogni capanna. Il buio nel quale partiamo ci nega lo spettacolo della foresta, soprattutto delle cascate che si incontrano appena lasciata Fianaratsoa, ma, ignari,avremo molto tempo per goderne. Siamo stipati come sardine,sembra un convoglio di deportati visto in un film in bianco e nero dal sonoro incerto. Lo spazio a disposizione di ognuno è molto meno del minimo spazio vitale. Il finestrino è bloccato a metà, e, ogni tanto,uno spruzzo ci inumidisce; il treno sbatte contro la fitta vegetazione e volano dentro profumati pezzi di foglie e gocce di rugiada. Non si riesce proprio a distendere le gambe. I sedili spartani anche se ricoperti, offrono un minimo di "comodità". Ogni tanto riusciamo a chiudere occhio ma è un continuo susseguirsi di sobbalzi,di brusche frenate,di fermate nel buio più nero. Si sente qualche bimbo piangere, solo i più piccoli ,perchè già a tre o quattro anni se ne stanno religiosamente immobili per ore a fissarci con i loro profondissimi sguardi. Le donne conversano, e in questa selva maleodorante di gambe e di braccia passa perfino il controllore avvolto nel suo pastrano peruviano. Sedute di fronte a noi tre donne che scenderanno a metà percorso, diventano il nostro orologio di riferimento, il momento in cui capovolgere la clessidra. Ancora lunghissime soste, retromarce accompagnate da fortissimi scoppi e rumori tremendi. E' un miracolo che questo catorcio riesca a domare le infinite curve di questo percorso e riesca a passare indenne le decine di gallerie. Sembra che non scenda mai nessuno anche se non è così. E' un continuo spandersi di corpi negli spazi che lentamente si allargano. E' quasi l'alba. Con le prime timide luci ,iniziamo ad intravedere eccitati quello che scorre fuori, ad un metro da noi. Una foresta incredibile! Verde ricca  enorme. Noci di cocco a decine appese a palme monumentali, arbusti di ogni tipo alti come alberi, felci gigantesche, piante di banane con enormi caschi, veri grappoli e fiori, dappertutto e di tutti i colori. Spuntano qua e la, come piccoli puntini neri, i Tanala, seminudi, con le loro piroghe, le lance per cacciare, le donne con i bimbi fasciati sulla schiena, che salutano il treno, tutti ad ammirare la locomotiva, unico frastuono che rompe il silenzio immobile della foresta. Arriviamo a Mamanpatrana alle sei passate!Otto ore di viaggio e siamo a metà percorso. E' incredibile come siano tutti calmi e tranquilli durante le lunghe, interminabili e inspiegabili soste, quasi fosse un rituale a cui partecipare in ossequioso silenzio,un atto dovuto al mostro di ferro che porta la vita. Al nostro arrivo questo villaggio ha un sussulto di vita, si anima all'improvviso. Sbucano da ogni anfratto bambini che portano vassoi pieni di banane, di croissant, di frittelle sospette e di caffè. Corrono festanti lungo le rotaie quando ancora il treno è in movimento,affondando i piedi nudi nel fango rosso, sfidando questa fredda alba con i loro stracci a groviera. Ma dove siamo,in quale tempo; siamo increduli, ci guardiamo negli occhi e a stento respingiamo nello stomaco rospi di commossa emozione. Appena fermi salgono sul treno questi bimbi chiassosi dal sorriso puro come l'aria che si respira. E' una sosta lunghissima,almeno un paio d'ore per ripartire, fra tentativi di riprendere la marcia e retro utili per prendere la rincorsa e risalire le rotaie bagnate e scivolose. Ce la facciamo anche questa volta a riprendere il cammino. Sbucando dalla fitta vegetazione, si aprono sotto di noi all'improvviso enormi vallate verdi attraversate da corsi d'acqua, acquitrini, interrotte da spicchi di terra coltivati a risaie. E fiori e banane e verde, anzi verdi, disordinati, selvaggi e infiniti. Prima del villaggio successivo riusciamo anche a perdere il vagone merci che chiude il convoglio, che si stacca all’improvviso fra il divertimento generale! Tutti giù con un salto per dare una spinta e riavvicinare i respingenti delle carrozze divise. Arriviamo così a Sashasinaka. Questa sì che sarà una sosta infinita. Sono le nove e non ripartiremo prima delle tre del pomeriggio. Ed è un susseguirsi di scoperte, di giochi con questi meravigliosi bambini, dagli sguardi pieni di fascino che ci toccano profondamente. Sembra che tutto il villaggio sia radunato immobile e fermo intorno al treno come una cornicetta di rafia, e ci rendiamo conto che tutti i Tanala di questa foresta scandiscono il ritmo della loro vita al passaggio di questo treno. Un ragazzo, salito in uno dei villaggi, ci dice che stanno facendo una riparazione, e che prima di un’oretta non si ripartirà. Scendo a vedere cosa succede. Stanno ritagliando un foglio di carta sul quale hanno disegnato la sagoma di una guarnizione. Non credo ai miei occhi. Hanno smontato la testa di un cilindro e stanno montando una guarnizione di carta!Due meccanici in tuta blu sono unti di oliomotore dalla testa ai piedi. Si intravedono, nel vano motore, riparazioni fatte con stracci e “raccordi” di spago! E’ incredibile che cammini in queste condizioni. Quello che sembra una sorta di Capo-treno,sia dall’atteggiamento che dall’abbigliamento ordinato e dal portamento importante e dalla voce più alta di tutti, assillato dalle mie domande sulla situazione del guasto, formula solo due parole di risposta:”forse” e “non si sa”, rafforzate da un tono sicuro tipico di chi sa che comunque risolveranno il problema. Il sole inizia ad asciugare l’aria ed i corpi. Anche Anna, la mia dolcissima compagna di vita e di viaggi, scende dal treno accerchiata ed assalita da un nugolo di bambini conquistati con un sorriso e con una parola di saluto. Ci guardano incuriositi e divertiti, prodighi di sorrisi scintillanti. Dei panini del Papillon rimangono solo sacchettini e briciole. Compriamo da un bimbo dei croissant impastati con farina di banane: sono buonissimi, così come le dolcissime banane raccolte in piccoli caschi con cime di rafia con cura certosina. Offriamo qualche banana ai nostri occasionali compagni di convoglio che accettano tutti ridendo e compiacendosi delle nostre attenzioni per loro. Nella lunga sosta ogni nostro spontaneo gesto diventa un tormentone divertito per i bimbi che non ci perdono di vista neanche per un attimo.

A mezzogiorno iniziamo a preoccuparci, anche perché, i due fuochisti, preparata e sistemata la guarnizione, sono alle prese con un grosso bullone che sembra abbia perso il filo e non ne voglia sapere di avvitarsi. Le risposte del Capotreno non mutano, immobili come questo sgangherato treno. Lo sforzo dei due meccanici è seguito da un folto gruppo di uomini che stanno seduti all’ombra di una enorme chioma d’albero. I pistoni hanno un sussulto improvviso, il treno si muove all’indietro per un centinaio di metri e poi nuovamente il silenzio. Noi pensiamo che domattina alle nove abbiamo un volo prenotato che ci deve riportare a Tanà.A Manakara dobbiamo trovare una sistemazione per la notte perché siamo all’avventura. Le facce dei passeggeri sono tranquille, distese, pazientemente sorridenti. Due fischi lunghi, liberatori e festosi e il controllore che ritorna al suo posto seduto sulla cassetta di legno portavalori, annunciano la partenza. Duecento metri e di nuovo stop! Retro,cambio di binario e via. Non riusciamo più a parlare Anna ed io, ci guardiamo spiandoci gli occhi pieni di lacrime e il mento piegato da una smorfia di commozione. Ci stringiamo forte le mani:abbiamo la sensazione che ci stiano strappando dalla nostra terra, dalla nostra casa.

Le montagne della foresta si distendono, le macchie di risaie prendono il posto della boscaglia. Ci avviciniamo all’Oceano Indiano. Siamo in piedi sulla pensilina aperta della carrozza sporgendoci all’infuori. La luce del sole, accecante, gonfia e lucida i colori tutt’intorno. E’ un balletto di valli, regalo del più bel Madagascar che si possa immaginare. Ammiriamo, vento in faccia la locomotiva che ribolle finalmente libera,che fischia allegra all’imbocco di ogni galleria. Gli arbusti più alti ci frustano le gambe e le braccia,e un profondo senso di appartenenza ci assale prepotente;ci sentiamo parte di loro,anche noi Tanala,come se l’attraversamento notturno della foresta sia una iniziazione. Quando il treno taglia in due la pista dell’aeroporto della città,capiamo che siamo alle porte di Manakara, un grande villaggio architettonicamente molto disordinato e sparso, animato da centinaia di pousse-pousse, i risciò Malgasci, segno tangibile del passaggio orientale sulla Grande Isola Rossa. Appena scendiamo il Capotreno mi viene incontro a grandi falcate, sicure e orgogliose, testa alta, e con un grande saluto ci sorride soddisfatto e vincente!

Dopo tanti “forse” il suo sguardo si libera verso di me,viaggiatore sfiduciato,con,appunto,un grande senso di vittoria. ”Arrivederci”…..beh lo spero proprio,nel più profondo del cuore.Sono le tre e trequarti,diciotto ore che valgono mille viaggi.

 

Anna de Vecchis e Diego Dondarini,Bologna.

 

12月16日

Frecciarossa e Alta Velocità

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La Freccia Rossa di Trenitalia ha raggiunto l’obiettivo coprendo il viaggio inaugurale da Milano Centrale a Bologna Centrale come da tabella di marcia in 65’ minuti, nonostante una breve sosta tecnica dovuta all’impianto di sicurezza della rete, che ha richiesto l’arresto del treno per alcuni minuti. Un viaggio caduto in concomitanza con l’inaugurazione della rinnovata Stazione centrale di Milano proprio nel giorno di Santa Lucia,quello più corto dell’anno, quasi a simboleggiare l’obiettivo di Trenitalia indicato dall’amministratore delegato Mauro Moretti: «riequilibrare il sistema dei trasporti con l’auto per le brevi percorrenze, il treno per quelle medio lunghe e l’aereo per quelle lunghissime».
Con l’obiettivo di collegare Roma con Milano in tre ore dal dicembre 2009, Moretti, insieme al presidente Innocenzo Cipolletta, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e alle autorità locali delle due regioni interessate (Emilia Romagna e Lombardia) hanno inaugurato il primo viaggio di quello che lo stesso Moretti ha definito «un sogno che si può realizzare», ossia la creazione di un «servizio di metropolitana veloce tra i vari poli italiani». All’appuntamento di quest’anno, infatti, seguiranno entro il prossimo dicembre la realizzazione delle tratte ancora mancanti per il completamento dell’alta velocità tra Torino e Salerno: la Milano Novara e la Bologna Firenze, entrambe pronte tra 12 mesi.
Sulla Freccia Rossa si sono dati appuntamento anche numerosi esponenti dell’industria e della finanza, da Gilberto Benetton, che ha inaugurato oggi il primo spazio Autogrill allo scalo di Milano Centrale, nell’ambito del progetto Grandi Stazioni, all’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, da Pierfrancesco Guarguaglini, che ha fatto da cicerone al presidente delle Ferrovie Turche in vista di una prossima commessa del sistema di segnalamento ferroviario, a Elio Catania, presidente di Atm, la società di trasporti pubblici milanese destinata all’integrazione con l’omologa società torinese. Sul treno c’erano anche il presidente della Consob Lamberto Cardia, Carlo Salvatori, numero uno di Unipol, Gianmaria Gross-Pietro (Atlantia), Carlo Toto (Air One) e il direttore generale di Mediobanca Alberto Nagel, oltre a Salvatore Ligresti. L’alta velocità ferroviaria oggi è un progetto totalmente ’Made in Italy’, che ha l’obiettivo di accorciare le distanze nell’area compresa tra Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, dove vive il 40% degli italiani.
Con il nuovo orario, Trenitalia prevede un incremento del 30% delle vendite di biglietti grazie anche ai prezzi di lancio validi per un mese (Milano-Roma 98 euro in prima classe e 71 euro seconda), mentre tra Milano e Bologna la tariffa di lancio sarà rispettivamente di 50 e 35 euro per prima e seconda classe. Trenitalia prevede inoltre sei mesi di offerta speciale per i biglietti di andata ritorno nello stesso giorno su tratte con percorrenza uguale o superiore a tre ore e mezza e per chi sceglie la prima classe, libero accesso ai club Eurostar nelle stazioni, auto con autista noleggiabile per 4 ore a 35 euro e servizi di assistenza dedicati. Sono previsti inoltre abbonamenti mensili ad alta velocità per i treni Eurostar ed Eurostarcity, per un numero illimitato di corse, corrispondente a quello di dieci corse semplici, esclusa la prenotazione.
A partire dal prossimo 14 gennaio, invece, i prezzi massimi applicati ai viaggi nelle ore di punta saranno di 109 euro per la prima classe sulla Milano Roma e 79 per la seconda; mentre sulla nuova tratta Milano-Bologna si spenderanno rispettivamente 56 e 39 euro.
 
Nota della redazione: Inutile dire che una volta effettuato il viaggio per i VIPS, cioè quelli che non pagano, che mangiano alle spalle degli altri ma che soprattutto servono a fare bella figura di facciata, sono cominciati ritardi su ritardi, problemi su problemi, ma sopratutto l'alta velocità è alta solo per il fatto che questi convogli superano quelli dei pendolari ( della serie: Facile essere finocchi con il culo degli altri) che quindi si devono fermare ed aspettare, accumulando di conseguenza ritardi su ritardi, chiaramente a scapito dei pendolari stessi che sono QUELLI CHE PAGANO, CHE DANNO DA MANGIARE ALLE FERROVIE e che la LORO FACCIA E' CONTINUAMENTE DERISA DALLE FERROVIE STESSE.
Risultato: ALTA VEOCITA' = BASSA QUALITA' che poi è la costante delle, purtroppo, nostre......FERROVIE DELLO STATOPerplessoPerplessoPerplessoPerplessoPerplesso.
11月14日

Polla..stazione di Polla...

Ho trovato questo video sull'web ed ho pensato di condividerlo con gli appassionati e di portarlo a conoscenza tramite il blog.
Ennesima dimostrazione dello sfascio, del degrado e/o della completa incuria nel quale vengono dimenticate e lasciate morire alcune delle NOSTRE stazioni.
Nel caso l'autore del video si ritenesse offeso del mio condividere questo video, me lo comunichi, e sarà mia premura effettuarne la cancellazione.
Spero comunque capisca la mia volontà di non speculare sulla sua opera ma di segnalare la tristezza del fatto in se stesso.....
Ancora una volta..GRAZIE TRENITALIA!!!
 
Stazione di Polla (SA) - Ferrovia Sicignano - Lagonegro.

L'intera linea venne chiusa nel marzo 1987, sei mesi dopo la chiusura della linea Battipaglia - Potenza, dalla quale si dirama dalla stazione di Sicignano degli Alburni, interessata da lavori di ammodernamento ed elettrificazione. Il periodo di chiusura era previsto della durata di due anni.  Nel 1994, vengono terminati i lavori sulla Battipaglia - Potenza, e lungo questa linea venne ripristinato il servizio ferroviario. Il bivio verso Lagonegro invece venne "segato" cosicché i binari rimasero deserti e senza un programma di ripristino. Le corse, continuano ad essere esercitate con servizi automobilistici sostitutivi ... che durano ancora oggi.
Attualmente non è ancora stata ufficialmente soppressa.
La 835.205 del deposito di Foggia, che si vede nel filmato, è giunta a Polla il 26 maggio 1987, insieme a 2 carrozze "centoporte" ed una D 345 in coda per effettuare un piccolo viaggio rievocativo tra le stazioni di Polla ed Atena Lucana, in occasione del centenario dall'apertura della linea. Venne accantonata su un tronchino, destinata a diventare un monumento. La D 345 tornò a Salerno lo stesso giorno, effettuando quello che sarà l'ultimo treno con materiale passeggeri a percorrere la linea.
 
Indirizzo Youtube dell'autore: http://www.youtube.com/watch?v=UMme1kTAefM
 
   
10月7日

Quel gran "genio" di Mario Moretti......

Molto spesso parlo male, se non malissimo, dell'Aministratore Delegato delle Ferrovie, tale Sig. Mario Moretti.
Potrebbe sembrare una presa di posizione gratuita o un mio voler combattere contro i mulini a vento, quale Don Chisciotte dei viaggiatori. ma non è chiaramente così; è solo un mio voler far valere i miei diritti di cittadino e usufruitore del servizio di Trenitalia.
Mi consola però che non sono il solo a parlarne male; guardate questo articolo apparso sul quotidiano ILSECOLOXIX di Genova, proprio ieri.
 
I Cobas insorgono sul caso del licenziamento del responsabile sicurezza Dante De Angelis e contro le parole dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che a Genova nei giorni scorsi ha duramente attaccato le sigle aderenti alla confederazione e quei lavoratori «che vedono ancora l’azienda come un nemico da abbattere». Se i sindacati di base Cub e Sdl hanno proclamato uno sciopero per il 17 ottobre prossimo (in concomitanza con l’astensione nazionale proclamata da Cgil, Cisl e Uil), l’Orsa, sindacato “tradizionale” ma emanazione delle antiche sigle dei macchinisti Comu e Fisals, ha dichiarato l’agitazione dei capitreno e dei macchinisti, con l’intenzione di dar vita a scioperi regionali in tutta Italia per chiedere la riassunzione di De Angelis. Concordi, dopo le staffilate dell’ad di Ferrovie, i rappresentanti di questi sindacati contrattaccano: «Che lo voglia o no Moretti, noi ci siamo, e ha ragione quando ci identifica come le sue spine nel fianco. Noi, certe condizioni, non le accettiamo».
La sperimentazione del macchinista unico, le questioni relative alla sicurezza sui treni, il licenziamento di Dante De Angelis e quelli degli otto ferrovieri liguri, i tagli del personale, la privatizzazione dell’azienda dei treni. Queste, in sostanza, le partite che si stanno giocando sul tavolo caldo che vede opposti i sindacati e l’azienda. Su quelle più ardite, per esempio il macchinista unico, va registrata la disponibilità a dialogare di Cigl, Cgil e Uil. Contrari, e arrabbiati per la chiusura totale dell’azienda di fronte alla richiesta di riassumere De Angelis, ci sono Sdl, Cub Trasporti e Orsa (il sindacato del macchinista rimosso dall’incarico dopo le dichiarazioni rese alla stampa sui problemi di sicurezza degli Eurostar). «Moretti ha pienamente ragione - ironizza Mauro Milani, del coordinamento nazionale Cub Trasporti - I Cobas, Cub in primis, sono il primo problema per i vertici aziendali, dal momento che con Cgil, Cisl e Uil basta mettersi d’accordo, per firmare i contratti». «Quanto a De Angelis, il problema non è neppure mai stato affrontato - prosegue Milani - Il demerito di De Angelis è stato quello di aver voluto mettere il dito nella piaga sull’alta velocità e su un sistema che sta andando in crisi eppure va spinto, evidentemente per fare gli interessi di alcuni. Ma non ci preoccupiamo: sarà un lavoro lungo, di mesi, ma faremo riassumere De Angelis». I sindacati di base protestano anche contro i tagli del personale, riferiscono che «undici anni fa le Ferrovie occupavano 220 mila persone, oggi siamo a 86 mila e nelle sue dichiarazioni Moretti li riduce già a 85 mila». Protestano poi contro la chiusura di troppe piccole stazioni, delle biglietterie, contro le condizioni di sicurezza per i lavoratori che, a loro dire, «sono peggiorate a dismisura negli ultimi anni»
Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale del Sindacato dei Lavoratori (Sdl), punta il dito contro le dichiarazioni di Moretti sui Cobas. «Dice che non accettiamo il confronto? Se per Moretti la questione è di merito e non ideologica può tranquillamente chiamarci e discutere pacatamente dei tanti problemi dei ferrovieri. Da anni richiediamo un confronto diretto e non è certo per nostra responsabilità che ciò non si è mai realizzato, costringendoci spesso a scioperare». «Se invece continuerà con dichiarazioni ideologiche e offensive vorrà dire che è proprio lui che preferisce il conflitto sociale - continua - E i licenziamenti non sono assolutamente il modo migliore per creare corrette relazioni industriali». Il fronte ci tiene a precisare le origini “sindacali” dell’ingegnere a capo dell’azienda dei treni. «Proviene come me dalla Cgil, e quando il sottoscritto era un semplice delegato lui aveva la responsabilità dell’intera federazione dei trasporti di quella organizzazione - continua Tomaselli - Le scelte sono state diverse, ma il passato non dovrebbe mai essere sepolto».
Non più “di base”, ma molto più rappresentativa in termini di numeri, l’Orsa è diretta emanazione di Comu e Fisals, sigle storiche della lotta dei macchinisti dei treni. Si sentono un po’ Cobas, gli ex del Coordinamento macchinisti riuniti. Sarà perché pur sedendo regolarmente ai tavoli, sulle questioni del momento sono tutt’altro che concordi con le direzioni scelte dall’azienda. «Non ce l’avevo con voi, quando ho parlato dei Cobas», si è affrettato a dichiarare Moretti dopo che il segretario nazionale dell’Orsa reagì alle sue dichiarazioni. A placare quelli dell’Orsa non è bastato. Roberto Cesario, segretario ligure del sindacato che raduna quasi la metà dei macchinisti e un bel po’ di ferrovieri in genere, annuncia l’astensione pro-De Angelis. «Siamo determinati a bloccare i treni in tutta Italia - dice - un giorno, due, se occorrerà anche di più. Il primo, per capitreno e macchinisti, è fissato per il 29 di ottobre».
 
Direi che ogni commento è superfluo.
GianFranco
7月17日

Stazione Brignole??? La funzionalità non abita quà.......

 
Pulizia e decoro alla prossima fermata!!!
 
La sala d’aspetto della stazione ferroviaria più grande dell’ex Superba è uno sparuto gruppo di sedie tra gli sportelli della biglietteria, un variopinto negozio di accessori e lo spazio aperto di piazza Verdi, dove la città inizia. Quattro sedie da una parte, quattro dall’altra, altri posti dove attendere un parente in arrivo o l’ora buona per raggiungere il binario non ce ne sono.
 
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Spazi. Genova Brignole è un grande guscio chiuso. La vecchia sala d’aspetto è chiusa da anni, resiste solo una piccola stanza a disposizione degli abbonati del Club Eurostar. Internet, ovviamente, qui non è arrivato, e anche confort e servizi sono rimasti indietro di almeno trent’anni. Il guscio si chiude dietro a porte scure e dentro a corridoi dove gli spazi si preferisce blindarli, o renderli inaccessibili al pubblico. Anche qui, come a Principe, sono arrivati i «maledetti» schermi al plasma. Solo che a Brignole sono grandi il doppio, e sparano sempre i soliti quattro spot pubblicitari a volume ancora più alto. E se è vero che assieme a questi maxi-schermi sono arrivati anche monitor - molto più piccoli - che riportano il riepilogo dei treni in arrivo, è anche vero che mai e poi mai vengono utilizzati per dare una sola informazione di servizio. L’ottica è quella di vendere: il nuovo progetto, i cui lavori dovrebbero partire a fine anno, costa parecchio. In compenso, i tabelloni neri con le lettere intercambiabili presenti nell’atrio principale sono rotti in più punti. Su qualche rigo mancano le tessere dove trovano posto i numeri dei binari, in altre parti Savona diventa «Savosa» e Busalla «Busaka».
 
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Biglietti. Tre sportelli aperti (ore 16 del pomeriggio) sono un po’ pochi, per lo scalo principale della città. Le macchinette qui funzionano, i problemi continuano però a darli le obliteratrici. Sarà che l’ultimo modello scelto non è dei più infallibili, sarà che il sistema di numerarle una ad una per controllarle meglio non ha ancora dato i suoi positivi effetti, sta di fatto che diversi di questi aggeggi gialli lampeggiano la loro resa, oppure indicano con la scritta “fuori servizio” il loro status di momentaneo imbarazzo. Accanto a quelle rotte ci sono anche quelle che funzionano male, e che addirittura addentano e strappano i biglietti.
Scale, tv e annunci. Gli utenti raccontano di scene molto irritanti, quando capita di sentirsi annunciare un cambio binario dal “tronco” al 12. La voce dell’altoparlante arriva tra uno spot urlato dalle tv e l’altro, è facile non sentirla o confonderla col rumore di fondo. Le scale mobili che portano sui binari, poi, sarebbe meglio non considerarle. Ce ne sono alcune, come quella del binario 5, che sono rotte da mesi e nessuno le ripara. Un attento frequentatore della stazione, Agostino Rolando, segnala come ha già fatto con i ferrovieri che l’annuncio in inglese this is a special announcements è errato perché l’ultima parola è al plurale. «Ma loro mi hanno risposto che va bene così». Lo stesso Rolando sostiene, cronometro alla mano, che l’orologio digitale posto sul tabellone principale è in ritardo di almeno 1 minuto e mezzo. «Per questo motivo ho perso il treno più volte per un soffio».
Acqua e frequentazioni. Se i servizi pubblici si possono dire sostanzialmente all’altezza, altrettanto non si può dire di altri punti della stazione, che in quanto a degrado e sporcizia purtroppo si distinguono in negativo. Ma la degna accoglienza dei viaggiatori viene tradita anche in altre situazioni. Mancano i collegamenti a Internet, deposito bagagli e ufficio informazioni aprono solo alle 7. Da segnalare, poi, la presenza di troppi mendicanti e di clochard che sostano con bottiglie e avanzi di cibo, e di capannelli di persone attorno ai videopoker installati da qualche tempo vicino alla tabaccheria. Per ultimo, l’inaccettabile: nei distributori automatici della stazione mezzo litro di acqua naturale costa ben un euro, un attentato a tasche sempre più vuote teso in un luogo dove sarebbe necessario renderlo molto più alla portata.
Collegamenti e sportelli. In piazza Verdi, un turista non saprebbe dove andare. Non esistono, appena fuori dalla stazione, indicazioni valide su dove poter prendere un bus o su come raggiungere il centro della città. I pendolari lamentano anche l’assenza di sportelli delle principali aziende di trasporto pubblico, cosa che rende molto più difficile reperire i titoli di viaggio
 
Ogni commento ci sembra superfluo!!!
 
16 luglio 2008

Finalmente qualcosa di nuovo sulle reti Ferroviarie

 
Ntv, parte la sfida del treno privato
 
Si chiama Ntv, e a dispetto del nome, simile a quelli dei canali satellitari che invadono il mercato televisivo, rivoluzionerà il trasporto su rotaia del nostro Paese.Proprio ieri Ntv (che è poi la sigla di Nuovo Trasporto Viaggiatori) ha mosso i primi passi sotto lo sguardo vigile e fiero dei suoi tre fondatori: Luca Cordero di Montezemolo, il patron della Fiorentina Diego Della Valle e il presidente del Cis Interporto di Nola, Gianni Punzo (tutti proprietari, con quote paritetiche, del 54,5% di Mp Holding). Per vederla sulle rotaie della rete italiana bisognerà però attendere ancora tre anni: il debutto - per quello che a tutti gli effetti è il primo operatore privato italiano dell’Alta velocità - è infatti previsto per il 2011.Incurante del tempo che ancora separa Ntv dai suoi primi viaggi, Montezemolo ha illustrato i tempi di alcune tratte: tre ore dal centro di Milano a Roma Termini, 35 minuti da Bologna a Firenze. Roba da fare concorrenza agli aerei. E per sottolineare il feeling particolare con l’Alta velocità - sui binari e in pista - il manager ha regalato ai treni di Ntv lo stesso colore rosso della “sua” Ferrari.
Ntv debutterà sulle direttrici Torino-Salerno (toccando Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli), Roma-Venezia (via Firenze e Bologna) e Roma-Bari, utilizzando per la prima volta al mondo una flotta di 25 “supertreni” Agv (Automotrice Grande Vitesse) della francese Alstom (il contratto vale 650 milioni di euro) che sfrecceranno a 300 chilometri orari. I treni, disegnati da Giugiaro, saranno dotati di servizi internet, news in tempo reale e divertimento, Ciascun convoglio avrà 460 posti dislocati su undici carrozze e consumi energetici ridotti del 15%. Già nel 2015, a soli quattro anni dal suo esordio operativo, Ntv punta al 20% del mercato: vale a dire 30 mila passeggeri al giorno e 10 milioni l’anno.
Oltre a Montezemolo, Della Valle e Punzo, era presente anche l’amministratore delegato di Railways Traction Company, Giuseppe Sciarrone, che è amministratore delegato di Ntv e con Reset 2000 possiede il 2,6%. Maggior azionista è Intesa Sanpaolo (Imi Investimenti ha il 21,4%) unitasi quest’ anno al gruppo assieme a Generali Financial Holdings Fcp-Fis (16,1%) e Nuova Fourb (5,4%) di Alberto Bombassei, patron di Brembo. Il patrimonio netto prima dell’avvio dell’attività operativa è 230 milioni di euro. In tre anni sono previste assunzioni per circa mille addetti (fra cui 120 macchinisti, 500 addetti di bordo, 200 di stazione e 100 tecnici di movimentazione treni), più altri 150 per la manutenzione della flotta nell’interporto di Nola e 300 per pulizia, sorveglianza, catering, call center. Undici treni saranno costruiti nello stabilimento piemontese Alstom di Savigliano (in provincia di Cuneo).
«Siamo una vera impresa italiana - ha detto Montezemolo -. Senza un euro di denaro pubblico, con voglia di investire, rischiare, guardare avanti». «È un gran bel progetto di sistema, sano e solido, messo insieme da quattro amici», ha spiegato il consigliere delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera, rilevando che «sono previsti grandi investimenti perché il progetto duri nel tempo e crei valore per gli azionisti, anche quelli di Intesa SanPaolo. «Valorizzerà poi - ha continuato Passera - una infrastruttura di grande importanza» come l’alta velocità, in cui lo Stato ha investito circa 40 miliardi di euro.
Il premier Silvio Berlusconi ha promosso con entusiasmo il progetto spiegando che «l’ingresso di imprenditori privati nel settore ferroviario porterà una forte competizione e produrrà vantaggi per i cittadini sia sotto il profilo della scelta del mezzo sia sotto quello del prezzo».
Nel 2010 si liberalizzerà il trasporto passeggeri, «ed è bene che l’Italia sia all’avanguardia e si comporti in sintonia con la volontà dell’Ue - ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani -. In un momento in cui il prezzo del petrolio aumenta, veder crescere il trasporto su ferro è certamente positivo».
Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, Ntv «testimonia la vitalità dei nostri. L’Italia anticipa in questo modo l’Europa sulla strada della liberalizzazione e dell’apertura del mercato in un settore di grandi prospettive come quello del trasporto ferroviario sulle linee ad alta velocità». Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha invece parlato di «iniziativa interamente privata che porta concorrenza in un settore delicato come quello ferroviario».
 
6月16日

Auguri Enio Arrighi

Nel precedente intervento relativo ai festeggiamenti della E444 "Tartaruga" avvenuta recentemente a Foligno, avevo lamentato l'assenza di Enio Arrighi,  macchinista della E444 nel giorno dell'inaugurazione circa 40 anni fà.
Oggi ho prontamente ricevuto la comunicazione da parte del "nostro agente a Firenze" Stefano Geri che mi ha comunicato che l'assenza del nostro mito era dovuta a problemi relativi alla sua giovane età, ne ha solo 82!!! A bocca aperta....un fanciullo in pratica. Ed infatti se rammentate la didascalia nel video di Montopoli, avevo definito Enio il bambino più grande di tutti, e vi posso assicurare che nonostate gli anni era veramente una persona in gamba e con una passione viscerale nel suo intimo.
Ringraziando Stefano per la pronta comunicazione, a nome di tutta redazione auguro all'amico Enio una prontissima guarigione con la speranza di rincontrarci al più prestoe parlare ancora di treni, di locomotive e di tanti bei ricordi. AUGURI ENIO!!!
4月27日

La ferrovia del Carso da Lubiana a Trieste

Chiudete gli occhi e "guardate" 140 km di massicciata bianca sulla quale scorrono due binari che dalle pianure di Lubiana (Capitale Slovenia) arriva fino all'azzurro mare del lGolfo di Trieste.
Chiudete gli occhi e "guardate" una linea ferroviaria che in terra Slovena h ancora le vecchie traversine in legno e dotate in parte ancora della palificazione aerea stile anni '50 con una curvatura dei binari con raggio e architettura delle stazioni simili ad un plastico di montagna in Epoca III.
Quello che riuscite a vedere non è immaginazione, non è un sogno, non è una ferrovia fiabesca, non è un museo all'aperto che grava sulle finanze slovene e neanche una ferrovia nascosta ma reale e perfettamente inserita nell'ambiente che percorre con viadotti in pietra carsica, ponti e altre opere d'arte e con passaggi a livello "incustoditi" (e soprattutto rispettati!!!). E' la Ferrovia del Carso!!!
La sua storia comincia nel 1857 per terminare nel 2007 diventando parte del Corridoio 5 da/per l'Europa dell'Est e quindi ammordenato tecnologicamente ma sempre importantissimo asse soprattutto merci restando comunque monumento storico dell'ingegno umano.
La circolazione su questa linea è molto intensa nell'arco delle 24 ore con frequenze anche di 150 convogli giornalieri, di cui solo il 10% a livello passeggeri. E la bellezza di questa linea è contraddistinta anche dal variegato assortimento di locomotive che transitano su di essa; Dalle SZ E 362 Ansaldo del dopoguerra fino alle modernissime Taurus Siemens, passando per le gloriose "Brigitte" Alstom anni Settanta. Inoltre con i servizi interoperabili non è difficile vedere lo "sconfinamento" dei Caimani Fs, magari con la livrea originale.
 
Della ferrovia in questione ho inserito delle foto che spiegano più di qualsiasi parola lo splendore di questo tratto durante i festeggiamenti dei 150 di esercizio.
 
Fonte : TuttoTreno n°210 - Luglio/Agosto 2007
3月19日

Un treno sotto il Rosa

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Ci vorranno trivelle con un diametro di sei metri per forare la montagna e realizzare il metrò alpino che collegherà Macugnaga alle valli svizzere di Zermatt e Saas-Fee. Il progetto di massima è rigorosamente top secret, gli amministratori lo hanno illustrato anche al sottosegretario Enrico Letta molto attenti a non far trapelare i dettagli dell’operazione. Nel Piemonte della Val di Susa e dei No-Tav non si vuole aprire un altro fronte e, soprattutto, incassare un altro no. Tanto più che i cantieri, questa volta, sono previsti nel cuore del Monte Rosa.
Eppure di questo strano metrò di montagna c’è già anche il prezzo del biglietto, 66 euro. Per Macugnaga il trenino immaginato per portare i turisti ad ammirare ventisette degli ottantadue 4 mila delle Alpi è un sogno che vuole diventare realtà. Due tratte: dal Dorf di Staffa, dove i walser si radunavano sotto il tiglio plurisecolare, il progetto di massima prevede una funicolare sotterranea tipo metrò alpino che dopo tre chilometri e mezzo sbuca ai 2890 metri del Monte Moro, oggi già raggiungibile in funivia. Da qui, sul crinale che confina con il Canton Vallese noto agli alpinisti come Traversata dei Camosci, parte un altro trenino sotterraneo a cremagliera per raggiungere dopo cinque chilometri i 3500 metri dello Schwarzberghorn. Costo 250 milioni di euro, la metà garantiti dai costruttori. Spetterebbe poi agli svizzeri realizzare i collegamenti, sempre in galleria, per servire sciatori e turisti di Zermatt e Saas-Fee.

Ndr: Inutile dire che questo blog appoggia pienamente l'idea e l'ìiniziativa, con la speranza che venga approvata al più presto, unitamente all'inizio dei lavori.


2月29日

1a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Spesso ho parlato, o meglio ho inveito brutalmente, delle pessime abitudini dei vertici ferroviari, di abbandonare al loro destino le infinite linee dismesse anzichè rivalutarne la loro bellezza ed efficacia trasformandole in percorsi naturalistici, ciclabili e comunque dare un senso a quella che è stata la storia delle ferrovia italiana.
Grazie ai Feed di ferrovie.info, vedete che le novità che ho inserito sul blog servono Animoticon, ho scoperto che la prossima domenica ci sarà la 1a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate a cura della Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do) e della quale giornata vi espongo la descrizione.
 

Nel mese di febbraio 2007 è stato presentato in Parlamento un progetto di legge per il riuso del patrimonio ferroviario in abbandono e per la creazione di una rete nazionale di mobilità dolce, aperta a pedoni, ciclisti, cavalieri, utenti a mobilità ridotta ecc. In appoggio al progetto è stata raccolta una petizione popolare con oltre 6000 firmatari.
Attualmente tale progetto di legge è in corso di esame alla Commissione LL.PP. del Senato. Per tale ragione e al fine di accelerare la sua marcia, ma anche per mantenere costante nell’opinione pubblica l’attenzione al tema, Co.Mo.Do. ha deciso di proclamare una Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, la cui prima edizione si terrà domenica 2 marzo 2008 con iniziative ed eventi sparsi per tutta Italia. Vale la pena ricordare che il patrimonio ferroviario dismesso ammonta a oltre 5000 km. e tende ad aumentare con la costruzione di rettifiche o varianti di percorso. Solo una piccola parte di questo patrimonio è stato riutilizzato sottoforma di percorsi ciclo-pedonali. Al tempo stesso alcune ipotesi di ripresa del servizio ferroviario si scontrano con la miopia dei decisori politici. Co.Mo.Do. ritiene che questo patrimonio vada riutilizzato nel modo e nella misura più efficaci e funzionali possibili, alla stessa stregua di quanto si sta facendo in Spagna, nel Regno Unito, nel Belgio, in Francia. Ma non solo. In tutto il Paese esistono piccole ferrovie che potrebbero potenzialmente funzionare come veicoli per un turismo diverso, meno impattante sull’ambiente, più vicino alle realtà locali, ai territori emarginati. Così come esiste tutto un patrimonio di impianti (stazioni, depositi, ponti, gallerie ecc.) e di rotabili che meritano considerazione e rispetto per la ricerca ingegneristica che li ha creati. La giornata a cui pensiamo è dedicata anche a questo aspetto del ‘mondo’ ferroviario che ritieniamo dimenticato, o quanto meno sottoutilizzato.Per tutte queste ragioni vi invitiamo, cari lettori, a promuovere, sollecitare, diffondere i contenuti di questa nostra manifestazione che vorremmo si ripetesse ogni anno. Si può pensare a incontri, mostre, dibattiti ma anche a visite ed escursioni guidate su tratti di ferrovie in abbandono o già recuperate. Il tutto all’interno di un programma comune da svolgersi nell’arco di una giornata.

Per qualsiasi altra informazione vi rimando al sito: www.ferroviedimenticate.it

Ndr: Come vedete alcune frasi riportate nell'articolo sono le stesse che io da tempo immemore continuo a ribadire in particolare al riferimento di ciò che avviene in altri paesi, nelle stesse situazioni. Ancora una piacevole conferma per l'efficacia e la serietà questo blog. Meditate gente......meditate.......Sorriso

2月28日

Quel gran genio di Subaruiv.....

Una vecchia, ma sempre eterna, canzone di Battisti recitava esattamente:"Quel gran genio del mio amico........." (Si viaggiare - Titolo azzeccatissimo direi :).
Questo intervento l'ho modificato per comunicarvi una delle ultime chicche di quel Subaruiv che ogni giorno è una fucina di idee e di scoperte. Ultima ma non ultima l'essere venuto a conoscenza di due siti francesci che non possono mancare tra i preferiti di qualsiasi appassionato di treni e dintorni. Video, fotografie, recensioni a iosa e tanto tempo per continuare a fare ohhhhhhhhhh e sognare come solo noi bambini grandi, o grandi bambini, sappiamo fare.
Grazie Subaruiv A bocca aperta
 
Eccovi i link:
http://passion-trains.over-blog.com/ (date un'occhiata alla videoteque.da favola)
 
Buona Visione.
2月18日

Porte aperte al DL di Bussoleno (To)

Ecco una data interessante da marcare sul calendario dei Vs. appuntamenti ferroviari.
 
Domenica 4 Maggio 2008

In occasione della manifestazione "Bussolegno" (fiera dell'artigianato locale) si terrà un porte aperte al deposito storico del FerAlp Team di Bussoleno.
Grande esposizione dinamica e statica di mezzi storici, Simulatore E636, Plastici ferroviari, cimeli storici, circuito a vapore vivo e tanto altro ancora....
Ecco l'elenco di alcuni dei mezzi del museo che saranno esposti e aperti alla visita:
-E636.002,
-E424.075,
-E626.287,
-E428.058,
-Gr640.008,
-Gr640.143,
-Gr940.041,
-Gr743.283 (esemplare unico in Italia),
-Le640.022,
-Carrozze Centoporte,
-Bagagliaio DI 92000 e presentazione della Carrozza centoporte BAR costruita grazie ai contributi della comunità Europea...



per informazioni su come raggiungerci... www.feralpteam.com
2月7日

Stazione Leopolda - Firenze

Sapete benissimo quanto io ami le Giornate Fiorentine di Firenze, per il sapore di "treni" che si respira all'interno, la locazione molto ferroviario, insomma tutte quelle componenti che riescono ad unire passione e anche voglia di una "gita fuori porta". Per molti, non solo per me, uno tra i pochi esseri umani al mondo a non essere motorizzato, uno dei problemi per essere presente, esempio all'Edizione di Ottobre 2007, è quello di raggiungere la Stazione Leopolda il più possibile vicino con i mezzi disponibili. Tutto questo sarà un problema superato dal 2009 in quanto in quell'anno sorgerà, o meglio risorgerà, la Stazione della Leopolda - Porta al Prato.
I lavori prevedono la realizzazione di una piccola stazione di testa, leggi stazione terminale di linea, con due coppie di binari ai lati dei vecchi magazzini merci ai quali saranno collegati alcuni treni da/per Siena e Pisa che oggi fanno capo a Firenze Santa Maria Novella, oltre ad un binario tronco a parte che farà da linea metropolitana da/per Empoli.
Inoltre sempre in quel periodo, sempre stando alle previsioni, verrà inaugurata la prima linea tramviaria di Firenze (Scandicci/Firenze Santa Maria Novella) che avrà una fermata proprio davanti alla Stazione Leopolda.
Insomma ci sarà un servzio tale, da poter evitare tutti i problemi di "non presenza" per tutti alla Giornate Fiorentine; tutto ciò direi che è proprio una bella notizia.
Per maggiori informazioni potete consultare l'ultimo numero de iTreni, con il servizio a pag. 4.
 
Leopolda  
La stazione Leopolda - Porta al Prato (Fi) a Dicembre 2007.
 
TramFirenze 
I prossimi tram di Firenze durante la presentazione.
2月6日

Il nuovo treno super veloce di Alstom

 
Arriva il treno super veloce Alstom, l'italiana Ntv primo cliente!
 
A ventisette anni dal lancio del primo Tgv e a dodici anni dall'entrata in servizio del modello più recente, quello a due piani, la Francia rilancia il suo treno ad alta velocità. La quarta generazione del treno, prodotto dalla Alstom, si chiamerà Agv (Automotrice Grand Vitesse), potrà viaggiare a velocità fino a 360 chilometri l'ora e consumerà il 15% di energia in meno rispetto ai precedenti. Nel nuovo gioiello dell'alta tecnologia francese ci sono almeno due "pezzi" di Italia: sono infatti italiani sia il primo cliente – la prima commessa è della Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv) di Montezemolo, Della Valle, Punzo e Sciarrone – che uno degli stabilimenti dove i treni verranno assemblati: quello dell'ex Fiat Ferroviaria di Savigliano.
Il nuovo treno.
Quali le caratteristiche principali del nuovo treno? La più eclatante è la velocità massima di 360 chilometri l'ora contro i 320 del Tgv Est, il più veloce finora, entrato in servizio l'anno scorso da Parigi a Strasburgo. Secondo Patrick Kron, presidente di Alstom, "a 360 chilometri l'ora si percorrono 1000 chilometri in 3 ore, e il treno diventa più competitivo dell'aereo". Oltre i 300 orari, però, l'usura dei binari e della catenaria (il filo di contatto per la corrente) cresce nettamente. Ecco allora che il record di velocità raggiunto l'anno scorso a 575 chilometri l'ora da un convoglio speciale (un "vecchio" Tgv, peraltro) è servito anche a sperimentare la linea e le apparecchiature in condizioni limite. La maggiore velocità dell'Agv deriva anche dalla maggiore leggerezza del treno, ottenuta con l'impiego dell'alluminio e con un cambio fondamentale rispetto al Tgv: mentre quest'ultimo, come l'Etr 500 italiano, ha due locomotive in testa e in coda al treno, nell'Agv (così come nell'Ice tedesco), tutti i carrelli sono motori e tutte le carrozze sono passeggeri: ciò consente un treno al tempo stesso più capiente, più veloce, più leggero e facile da mantenere, e con consumi di energia inferiori del 15% alla concorrenza, secondo Alstom.
Il nome di Agv è stato scelto per marcare l'innovazione rispetto ai prodotti precedenti ma anche perché Tgv è un marchio delle ferrovie francesi (Sncf). A differenza dei Tgv precedenti, questa volta la Sncf non ha partecipato allo sviluppo del prototipo: "Abbiamo deciso di sviluppare noi il treno, senza attendere il primo cliente, per essere pronti ad offrire in tutti i Paesi un prodotto all'avanguardia" ha detto ieri Kron, presentando ieri l'Agv al centro prove della società a La Rochelle; quello presentato ieri è in realtà un pre-prototipo. Tra qualche settimana inizieranno le prove sul circuito di Velim, nella Repubblica Ceca, dove è stato testato anche il futuro pendolino di nuova generazione Etr 600/610. quest'ultimo dovrebbe entrare in servizio per Trenitalia a giugno – dice Alstom Italia.
La commessa di Ntv.
Il primo cliente del futuro Agv è, come detto, italiano: la Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) di Luca di Montezemolo e Diego Della Valle e Giuseppe Sciarrone, che investirà 650 milioni per 25 esemplari da utilizzare sulle linee ad alta velocità italiane a partire dal 2011; l'investimento sale a 1,5 miliardi con il contratto di manutenzione per 30 anni. Il treno avrà 11 carrozze tutte passeggeri, grazie alla tecnologia dei carrelli motori; la versione per l'Italia viaggerà a "soli" 300 chilometri l'ora, velocità per cui sono state progettate le linee AV italiane. Il numero uno di Alstom Italia, Emilio Gallocchio, ha spiegato ieri che il primo prototipo per Ntv sarà pronto entro la fine dell'anno prossimo, e i convogli verranno consegnati tra il 2010 e il 2011. Il treno nella versione Ntv verrà in parte prodotto in Italia, nello stabilimento della ex Fiat ferroviaria di Savigliano, ma avrà un ruolo anche lo stabilimento di Bologna che produce componenti relativi al segnalamento, e quello di Sesto. "Avvieremo il servizio nel 2011" ha detto ieri Montezemolo, che ha partecipato all'evento di La Rochelle. Il servizio è previsto sulle direttrici Torino-Milano-Napoli, Roma-Bari e Roma-Venezia. I viaggiatori italiani dovranno però aspettare ancora un po' per conoscere i dettagli del servizio: la conferenza stampa prevista per domani è stata infatti rinviata – ha detto ieri Montezemolo – a "quando ci sarà un nuovo Governo, poiché l'apertura ai privati del mercato ferroviario è un evento importante per il Paese".
Alstom ha venduto finora in 27 anni 650 unità delle varie serie di Tgv. Su scala mondiale, ha appena ottenuto per i Tgv Duplex (a due piani) commesse in Marocco e Argentina, oltre a una da 80 convogli per la Sncf. Due le sfide fondamentali nei prossimi anni: le commesse di Deutsche Bahn, che ha appena lanciato il bando, e ancora di Sncf per il rinnovo del parco dei vecchi Tgv. I concorrenti principali saranno la Siemens, che con il suo Velaro ha battuto la concorrenza di Alstom in Spagna, e la canadese Bombardier con lo Zefiro. Per quanto riguarda l'Italia, dopo le 25 della commessa di Montezemolo e soci Alstom è pronta a concorrere anche per l'eventuale ordine di Trenitalia, di cui si parla da tempo ma che non si è finora concretizzato
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alstom-agv-324
 
 
P.S! Si ringrazia la redazione per l'ottima puntualità nella ricerca delle notizie.